Alfò
Giovanni Gargano
Le voci di fuori
Il vero potere è nelle mani dei funzionari della Pubblica Amministrazione e dei loro dirigenti.
Non sempre acquisito per concorso.
Essi tendono a nascondere. Ad insabbiare.
Tutto deve apparire lucido e scintillante.
Tanto nessuno parla!
Poi c’è chi paga!
Noi siamo considerati, sempre di più, ombre ingombranti, superflue, supporti fastidiosi del loro potere.
Non si parla di tutti, per carità!
Molti subiscono o si imboscano.
Per loro la vita è difficile.
In una vera democrazia, in una nazione dove vive un popolo, la pubblica amministrazione deve darsi delle regole, deve essere controllata.
Deve essere, appunto, pubblica.
Come un libro aperto.
Non sempre acquisito per concorso.
Essi tendono a nascondere. Ad insabbiare.
Tutto deve apparire lucido e scintillante.
Tanto nessuno parla!
Poi c’è chi paga!
Noi siamo considerati, sempre di più, ombre ingombranti, superflue, supporti fastidiosi del loro potere.
Non si parla di tutti, per carità!
Molti subiscono o si imboscano.
Per loro la vita è difficile.
In una vera democrazia, in una nazione dove vive un popolo, la pubblica amministrazione deve darsi delle regole, deve essere controllata.
Deve essere, appunto, pubblica.
Come un libro aperto.
l'aUToRe
Giovanni Gargano è un dottore commercialista napoletano. È stato funzionario del Ministero delle Finanze. La sua attività professionale si è evoluta nel tempo. I suoi motti: “Io credo in Dio”, “Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri” (Giorgio Gaber), “La corruzione è il cancro della nostra società”.